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Campagne Performance Max: automazione con un controllo reale
Performance Max mette gli annunci su tutti i canali Google da un’unica campagna. A Milano rende bene se riceve dati puliti e materiali curati; altrimenti spende dove è più facile, non dove serve a te.
Un formato che vale quanto la guida che riceve
Con un solo insieme di budget, obiettivi e materiali, Performance Max distribuisce gli annunci su Ricerca, Shopping, YouTube, Display, Discover, Gmail e Maps, lasciando all’algoritmo il compito di decidere dove e quando mostrarli. Per un negozio online di moda o arredo, o per un’azienda che ha già un flusso costante di conversioni, questo può tradursi in una copertura difficile da ottenere gestendo i canali uno per uno. Il rovescio della medaglia è che il sistema esegue con fedeltà l’obiettivo che gli viene assegnato: se quell’obiettivo è mal calibrato, la campagna lo insegue comunque, e in un’asta dove il clic non costa poco l’errore si paga in fretta.
Per questo motivo mettiamo mano a Performance Max prima ancora di crearla, verificando tre cose: che le conversioni contate siano davvero quelle giuste, che il feed prodotti su Merchant Center non contenga dati incoerenti con il sito, e che ci siano abbastanza materiali, tra testi, immagini e video, da lasciare all’algoritmo una scelta reale. In assenza di video, Google ne compone automaticamente a partire dalle foto disponibili, e il risultato raramente rende giustizia al marchio.
Ci lavoriamo sia per chi vende online su scala nazionale sia per aziende che partecipano a manifestazioni come quelle di Rho Fiera e vogliono farsi notare da chi visita o organizza l’evento anche al di fuori delle ricerche dirette. L’obiettivo di fondo non cambia: usare l’automazione senza perdere la capacità di capire dove sta andando il budget.
Cosa curiamo in una campagna Performance Max
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Cosa conta come conversione
Stabiliamo quali azioni guidano davvero la campagna e, per chi vende online, colleghiamo il valore reale di ogni ordine: senza questo passaggio l’offerta automatica non sa cosa inseguire.
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Qualità del feed prodotti
Rivediamo in Merchant Center titoli, immagini, categorie, disponibilità e prezzi allineati al sito: un feed impreciso genera prodotti respinti e annunci poco pertinenti.
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Divisione in gruppi di asset
Separiamo prodotti o servizi per tema o margine, dando a ciascun gruppo testi, immagini e video propri, invece di far convivere offerte troppo diverse nello stesso contenitore.
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Indicazioni di pubblico
Carichiamo elenchi di clienti, visitatori del sito e interessi affini come punto di partenza per l’apprendimento del sistema, senza però trasformarli in un vincolo rigido.
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Protezione del marchio
Applichiamo esclusioni sul nome dell’azienda e sugli URL dove serve, così la campagna non si intesta vendite che sarebbero comunque arrivate da chi ti cercava già.
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Lettura dei report disponibili
Controlliamo periodicamente canali, categorie di ricerca, asset e prodotti nei report che Google mette a disposizione, per capire cosa sta davvero funzionando.
Come impostiamo e seguiamo la campagna
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Controllo dei prerequisiti
Prima di attivare la campagna verifichiamo conversioni, Consent Mode, feed e materiali disponibili, perché i dati dei primi giorni condizionano tutto ciò che viene dopo.
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Impostazione
Scegliamo quanti gruppi di asset creare senza disperdere il budget o accostare prodotti con margini troppo lontani tra loro.
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Prime settimane senza scossoni
Evitiamo modifiche brusche mentre l’algoritmo raccoglie dati, limitandoci a controllare che la spesa si muova nella direzione prevista.
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Messa a punto
Aggiorniamo feed e materiali meno efficaci, rivediamo obiettivi e segnali di pubblico, confrontando l’andamento con le altre campagne attive.
Cosa ottieni con una gestione attenta
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Un’unica regia su più canali
La stessa campagna raggiunge chi cerca, chi guarda video, chi consulta la posta o le mappe, senza dover gestire ogni canale separatamente.
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Priorità a ciò che vale di più
Per chi vende online, le offerte possono privilegiare gli ordini con margine migliore, non solo il numero di vendite complessive.
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Materiali all’altezza
Immagini e video scelti con cura restituiscono un’immagine coerente del marchio, qualunque sia il formato in cui compaiono.
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Nessuna scatola nera
Un formato automatizzato non significa rinunciare a capire: leggiamo gli insight disponibili e li trasformiamo in indicazioni concrete per te.
Domande frequenti: Performance Max
Performance Max sostituisce le campagne Search?
Non necessariamente. Nella maggior parte degli account convivono: le campagne sulla rete di ricerca danno più controllo sulle parole chiave, Performance Max estende la presenza agli altri canali. Decidiamo in base ai tuoi dati e ai tuoi obiettivi.
Posso vedere dove vengono mostrati i miei annunci?
Più che in passato, anche se meno che in una campagna tradizionale. Google mette a disposizione report su canali, categorie di ricerca, asset e prodotti: li consultiamo regolarmente e ti riportiamo le evidenze utili.
Funziona anche senza un e-commerce?
Sì, può lavorare anche su obiettivi come richieste di contatto o chiamate. Servono però conversioni tracciate correttamente e, idealmente, un volume sufficiente di dati per far lavorare bene l’offerta automatica.
Devo produrre per forza dei video?
Non è obbligatorio, ma è consigliato. Se non fornisci video, Google può generarne di automatici a partire dalle immagini. Anche brevi riprese fatte in azienda, curate nel montaggio, rappresentano meglio la tua attività.
Perché la campagna sembra portare soprattutto ricerche sul mio marchio?
Perché sono le conversioni più semplici da ottenere. Con esclusioni del marchio e un confronto con le campagne dedicate al nome dell’azienda si riesce a spingere la campagna verso clienti nuovi.
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